13 Luglio 2016, alba.

Vento, che ti costava soffiare un poco di meno, sicchè un noce non dovesse chinarsi alla tua potenza?

Per lasciare poco dopo spazio al ciel sereno, ignaro di un albero posatosi al suolo in silenzio, umile fino alla sua fine.

Lo vidi adagiarsi come un vecchio che sa come si muore.

Non vi sarà più la vedetta de la civetta che ogni sera, sinistra, potevi sentire.

Non vi sarà più la buona grappa al nocino, che avrebbe scaldato le risate davanti al fuoco nè l’amaro caffè bevuto alla tua salute, sotto la tua ombra.

noce

 

Requiem per un noce.

 

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