“Forse in settimana verrà la neve” dicono.
Nell’attesa che fuori sia un po’ più caldo (si fa per dire) mi sono chiesto: “dov’è finito Paolofisa?”
Già , dov’è finito?

Voglio perciò rispondere alle numerose richieste sul dove e quando suono.
No dai, non è vero. Qualcuno me l’ha chiesto, sul serio, ma non di certo sono state numerose, queste richieste.

Dunque? L’agenda del fisaSito vede in centro schermonitor una pausa prolungata a piacere dell’esecutore.
Comecomecome? Pausa?
Si sa, da qualche tempo l’inverno (o insomma, il tardo autunno) è una stagione un poco complicata rispetto
agli anni precedenti e gli eventi sono calati.
È presto enunciata l’equazione -eventi=+legna da tagliare.

In realtà la fisarmonica mica si sta raffreddando anzi, corre lungo i binari di quel progetto tanto accennato
che quasi pare una menzogna. Così tanto accennato che vien da chiedersi prendendosi il mento tra indice e pollice
con sguardo fintamente arguto “progetto…? Raccontami che mi par di ricordare solo qualcosa…”

“Suono Dentro” si chiama, presentanto ormai in Settembre 2020 ai Colonos.

La quiete che precede la tempesta oserei dire ma creerei troppe aspettative. Ne parlerò meglio a tempo debito, promesso.

Prendo l’inverno con la sua aria immobile come stimolo per creare cose strane che ad alcuni piaceranno, ad altri no (e per fortuna!).

L’assenza dalle scene è una buona astinenza che permette di trovare un buon equilibrio tra il mio amore per la musica e la voglia di esibirmi.
Equilibrio e soprattutto riflessione. Sacrosanta la domanda “quanto suono per amore e quanto per amor di farmi sentire?”.

Che poi assenza dalle scene non è mica vero, ho diversi eventi anche in Dicembre.
La faccenda della pausa è anche un modo assai elegante per non dover scrivere “non ho voglia di aggiornare l’agenda”.

I social (quelli degli altri, il mio ha parecchia polvere indosso) permettono ai pochi di scoprire le cose che faccio.
Quanto agli altri…non sentitevi esclusi, se ci si incontra posso esaurientemente rispondere alla vostra domanda “ma dove suonerai a breve?”,
se invece non ci si incontra portate pazienza, sto accumulando ricchezza e il piacere nel farlo non è troppo diverso dalla gioia di suonare.

Con “ricchezza” intendo legna da ardere, che mi dà calore e fuoco per cucinare.
Non si può paragonare il profumo del legno tagliato con la bellezza di un concerto ma ragionando ai minimi termini, il nostro ultimo scopo
non è forse stare bene? La via per raggiungere il benessere è relativa se poi il risultato è compiuto, nevvero?

Vi auguro un buon Dicembre, che sia soprattutto leggiero. Occhio ai petardi, ai solfiti nel vino, non riciclate i panettoni altrui, pagate il ticket del parcheggio,
non lasciate le luci accese e chiudete il rubinetto mentre vi lavate i denti.

Tutto il bello vivetevelo senza esigenza di condividerlo nell’etere via ethernet. Incameratelo come grasso per l’animale che affronta il letargo.

 

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